i piedi: le radici che guardano il mondo

il piede

Nel trambusto della vita quotidiana, c’è una parte del nostro corpo che spesso diamo per scontata, eppure è la nostra base, il nostro primo punto di contatto con la realtà: i piedi. Ben più che semplici supporti o mezzi di trasporto, i piedi sono straordinari organi di senso, ponti tra la nostra dimensione più terrena e quella più elevata e percettiva. In questo articolo, esploreremo il loro ruolo affascinante, intrecciando la poesia del simbolo con la precisione della posturologia.

Le Radici Che Ci Ancorano e Ci Elevano: Tra Terra e Cielo

Immaginate un albero: le sue radici affondano profonde nella terra, nutrendolo, ancorandolo, garantendogli stabilità anche durante la tempesta. Allo stesso modo, i nostri piedi sono le nostre radici di terra. Essi ci connettono al suolo, ci danno il senso di appartenenza, di sicurezza, la capacità di dire “io ci sono” e di stare nel mondo con fermezza. Quando sentiamo i nostri piedi ben piantati a terra, proviamo un senso di radicamento, una forza interiore che ci permette di affrontare le sfide della vita con maggiore equilibrio.

Ma i piedi sono anche radici aeree. Pensiamo ai rami di un albero che si protendono verso il cielo, captando luce e aria. I nostri piedi, con la loro complessa struttura di ossa, muscoli e terminazioni nervose, sono capaci di leggere le vibrazioni del terreno, le sue minime asperità, anticipando e adattando il nostro equilibrio. Sono strumenti di una sensibilità incredibile che ci permettono di ballare, saltare, correre, di trasformare il peso in leggerezza, la materia in movimento. Quando i piedi ritrovano la loro libertà e la loro sensibilità, l’intero corpo smette di sentirsi “pesante” e bloccato, iniziando a fluire con una grazia e una leggerezza inaspettate.

I Piedi: I Nostri “Occhi” Nascosti

L’affermazione che i piedi siano i nostri “occhi” potrebbe sembrare audace, ma in realtà racchiude una profonda verità, sia simbolica che scientifica.

Simbolicamente, mentre i nostri occhi scrutano l’orizzonte per orientarci nel futuro e nello spazio visibile, i piedi “leggono” il suolo sotto di noi, ci dicono dove siamo in questo preciso momento, ci connettono al qui e ora. Ci danno una percezione tattile e propriocettiva del nostro ambiente, una forma di visione più primordiale e istintiva.

Dal punto di vista della Posturologia, questa connessione non è solo metaforica, ma strutturale e funzionale. Il piede è uno dei principali “ingressi” del Sistema Tonico Posturale, una rete complessa di sensori (piedi, occhi, mandibola, sistema vestibolare) che informa il cervello sulla posizione del corpo nello spazio per mantenere l’equilibrio.

Ecco come piedi e vista sono intimamente collegati:

  1. Le Catene Muscolari: Il nostro corpo è un’unica, grande catena cinetica. Una tensione o una disfunzione a livello della pianta del piede (magari dovuta a scarpe sbagliate, traumi o posture scorrette) non rimane isolata. Si trasmette verso l’alto lungo le catene muscolari posteriori, coinvolgendo i polpacci, i muscoli posteriori della coscia, i glutei, la schiena e arrivando fino alla nuca. Ed è proprio a livello cervicale che troviamo i muscoli sub-occipitali, strettamente collegati ai muscoli che controllano i movimenti dei nostri bulbi oculari. Una tensione al piede può quindi tradursi in una rigidità cervicale che, a sua volta, affatica gli occhi e può limitare la loro libertà di movimento, portando a stanchezza visiva, bruciore o persino mal di testa.
  2. L’Equilibrio e l’Orizzonte Visivo: Piedi e occhi lavorano in sinergia per stabilire la nostra verticale e mantenere l’equilibrio. Se l’informazione che arriva dai piedi è distorta (ad esempio, a causa di un appoggio scorretto o di una scarsa sensibilità plantare), il cervello deve compensare. Spesso, per ritrovare un senso di stabilità, il sistema visivo è costretto a un “lavoro extra” di controllo e correzione costante. Questo sforzo prolungato può rendere lo sguardo più rigido, la visione meno fluida e la percezione spaziale meno accurata. Al contrario, un piede ben radicato e sensibile permette agli occhi di rilassarsi, di espandere il proprio campo visivo e di percepire il mondo con maggiore chiarezza e ampiezza.

Integrazione: Liberare i Piedi per Liberare lo Sguardo

Comprendere questa interconnessione ci offre una prospettiva potente. Prendersi cura dei piedi non è un atto isolato, ma un investimento nel benessere di tutto il corpo e della mente. È un invito a riscoprire la nostra interezza, a integrare la saggezza del nostro corpo più profondo con la chiarezza della nostra percezione.

Attraverso pratiche come la Danzaterapia e la Pedagogia del Movimento, possiamo esplorare la sensibilità plantare, migliorare l’appoggio, sciogliere tensioni e risvegliare la propriocezione. Facendo questo, non solo miglioreremo la nostra postura e il nostro equilibrio fisico, ma potremo sperimentare un senso di radicamento che si rifletterà in una maggiore sicurezza interiore, uno sguardo più aperto e una visione più limpida del mondo che ci circonda.

Sveglia i tuoi piedi, libera il tuo sguardo. Ti invito a esplorare questa meravigliosa connessione nel nostro prossimo laboratorio.

LABORATORIO DI DANZATERAPIA E PEDAGOGIA DEL MOVIMENTO

QUANDO:  SABATO 17 Gennaio 2026  dalle 14:30 alle 16:30

DOVE: Studio di Danzaterapia Via del Monte 2 TRIESTE

INFO: +39 3298846682

Conduce Pipan Cristina

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